Intervista ai Black Era
Conosco i Black Era dai tempi dove Trip Hop Italia muoveva i primi passi, con loro che giravano per il web per promuovere il loro disco d’esordio: The Point Of No Return, ed io che cercavo di promuovere il forum. Ci scambiammo quattro chiacchiere su forum stranieri di Trip Hop web-zine. Hanno creduto in questa idea, supportata e ci siamo incontrati in alcuni live. Da qui nasce questa chiaccherata, svolta con Blob in una fredda sera autunnale:Partiamo dall’inizio, perché Black Era?
Il nostro nome è stato scelto pure essendo coscienti che potesse sembrare banale, perchè
Nei due dischi e nell’ep uscito, si racconta proprio di questo disagio, e di un invito a reagire… perché?
La chiave di lettura spesso è il controllo, una esortazione da persone comuni ad altre persone comuni, a cercare di riconoscere chi ci controlla. Coi debiti, con la paura della stabilità lavorativa, con un costante martellamento a innalzare il proprio tenore di vita, proponendo modelli lontani e futili, nel frattempo guidandoti verso un indebitamento cronico col quale la tua vita puo essere facilmente manipolata.
Questa idea della “condivisione”, che vi porta a regalare le vostre canzoni senza toglier la possibilità di acquistare un supporto materiale…. Perché condividere liberamente invece di vendere i file per pochi euri come ormai è prassi vedere?
La spiegazione è direttamente sulla home del nostro sito. È una frase di Steve Albini, che rappresenta pienamente quello che pensiamo a riguardo al vendere un mp3. È il guadagnare soldi non dando nulla in cambio e, visto che comunque gli mp3 si danno via per pochi soldi, meglio nulla che poco. In effetti prendere soldi per gli mp3, a nostro parere, è lucrare su un fenomeno che ha distrutto il mercato della musica. La digitalizzazione dell'audio ha fatto si che le persone perdessero di vista il valore della musica, perche non piu legata a un supporto fisico, quindi non ci va di accompagnare il mercato nella tomba, perche noi nei negozi di dischi ci siamo cresciuti. Se questa è la nuova era, viviamola cosi come è giusto che sia: "condivisione”
Assieme a Mou, siete fondatori e gestori di Aquietbump: net label che vi produce. E’ stata una scelta o una neccessità?
Aquietbump nasce esattamente per necessità. Ad un certo punto le tue produzioni hanno bisogno di smettere di essere ignorate, hanno bisogno che qualcuno le ascolti, la gente non i produttori o i giornalisti. Hai bisogno di un ritorno di emozioni, di un confronto di pareri, di un feedback. E comunque anche se riesci a fare un disco con un'etichetta in italia, oggi praticamente risparmi solo i soldi della stampa e spesso, purtroppo, la promozione è pari a quella che ti fai da solo, almeno per quello che facciamo noi, che diciamo non è "perfettamente in sintonia con i tempi" a detta di molti.
Sembra quasi che abbiate una visione più romantica della musica, piuttosto dell'attuale visione che si ha ora, cioè come un semplice prodotto del mercato o un passatempo.
Non è romantica, è solo come deve essere. Se hai una passione per qualcosa che riesce a muovere il cuore della gente senza parole, devi muoverti in questo modo. Questo credo sia il giusto atteggiamento. Ci sono altre persone che magari sono piu sensibili ad altre cose, che non danno cosi tanta importanza alla musica come facciamo noi, ma magari noi non siamo attenti ad altre cose come invece fanno loro. La musica è lunguaggio e non credo sia giusto segregare questo linguaggio quando non sei ingrado di lucrarci. Il web è libero, nessuno impone nulla. Quindi le persone che arrivano a te sono davvero attratte da quella cosa, e da nessun tipo di trend.
Una cosa che ho sempre notato di voi è che per quanto possiate essere influenzati dalla musica che ascoltate, avete uno stile completamente ed interamente vostro. Un po’ è anche dovuto al fatto che voi tre avete un background diverso l’uno dall’altro?
Sicuramente si. Io ho sempre ascoltato metal fino al 2000; Daiana è cresciuta col soul e con i cantautori, mentre Alfio si è sempre concentrato sul rock che può essere considerato più canonico. Ci sono delle cose del rock estremo che vanno davvero a braccetto con i suoni di Bristol. Probabilmente esplorare un passaggio più profondo tra la Jamaica che influenzava Bristol e le cose che influenzano noi sarà un capitolo che vorremo scrivere.
Venite da una città che tempi addietro ha dato molto alla musica italiana. In Inghilterra c’era il “Bristol sound”, qui si può dire che ci fosse un “napoli suond”, quanto siete vicini a tutto ciò?
Stilisticamente poco ma, dato che viviamo gli stessi ambienti, con le stesse dificoltà e le stesse persone, ne abbiamo seguito gli stessi percorsi. Conosciamo il valore di tutte queste persone, il valore di quello che hanno fatto, e il valore delle loro scelte. Scelte che spesso, persone che non vivono la realtà napoletana, non possono condividere e forse magari non possono capire neanche la magia del fatto che queste persone siano venute fuori da una zona depressa come Napoli,senza infrastrutture, senza una classe manageriale professionista, senza nulla. Cosi come sono venute fuori, sono andate via e questo non per qualche loro carenza, ma solo perche non c'era alcun tipo di struttura che li supportava. In italia i soldi pubblici sono stati bruciati nei modi piu indegni e vergognosi, mentre a una realtà unica come gli Almamegretta non è stato dato alcun tipo di supporto, e cosi a molte altre. Spesso la musica bella non è sinonimo di profitto e, se una band di quel calibro non produce profitto, non è gius to che debba essere lasciata a se stessa, perche è patrimonio degli italiani quanto l'altare della patria.
Come vedi il ritorno delle leggende del Trip Hop come Massive Attack e Portishead?
Vorrei potertelo dire alla luce dell’ascolto dei loro nuovi album. Quello che credo è che ci sia un reale bisogno di trasmettere significati e discorsi coerenti, e loro sono sicuramente dei maestri in queste cose. Vorrei che fossero in grado di innescare una spirale di coscienza nella gente. A livello musicale spero che l'uscita di questi due lavori, almeno in italia, faccia perdere ai giornalisti quella puzza sotto al naso verso quello che è elettronica. Negli anni passati un fenomeno rocknroll che veniva chiamato "revival" spadroneggiava tra i critici, e persone che proponevano copie integrali dei joy division venivano osannati. Noi abbiamo il nostro suono e la nostra identità ma, per il solo fatto di proporre "trip hop" (anche perché siamo colpevoli di non esserci inventati un'altro nome con cui chiamare quello che produciamo), veniamo spesso scartati a priori dalla carta stampata e dalle webzine piu conformate. Spero che questa situazione cambi, e che i giornalisti smettano di promuovere solo quello che gli rientra come vantaggio dagli uffici stampa con i quali hanno a che fare. Spero propio che l’uscita di questi album riporti luce sulla scena.
So che in genere sei molto critico e selettivo rispetto a ciò che ascolti, e che in genere non ascolti Trip Hop. Ma c’è qualche artista Trip Hop che ti piace ascoltare?
I Massive Attack, che sono proprio un perno della mia formazione musicale degli ultimi 10 anni; dj shadow, se vogliamo inserirlo in questo filone, che secondo me ha scritto pagine storiche della musica. Non tiro in ballo portishead e tricky perché, sicuramente li ho divorati, ma è troppo tempo che non li ascolto. Un altro grande disco che esplora queste frontiere che ascolto molto volentieri, è Psyfiction degli UNKLE.
Tra i suoni nostrani vicini a questo stile, secondo te chi sta proponendo qualcosa di nuovo ed interessante?
Sicuramente Ezra e i Reverse Engineering, sono le cose che ho ascoltato di più.
Se ti interessa anche il fronte dub che è molto attinente, prevalentemente di italiano ascolto i compagni della netlabel (Mou, Jambassa e Sbl) che stanno proponendo cose molto oscure, coinvolgenti, ma anche d’ambiente. Voglio segnalare questa produzione che sta per uscire a giorni che è uno split EP con Lich e Pantazm, una situazione elettronica molto oscura che proponiamo il giorno di Halloween in download dal nostro sito.
Il domani dei Black Era?
Preferirei parlare dei black era oggi, dato che il vecchio disco è alle spalle e stiamo lavorando sul nuovo.
Allora i Black Era...oggi?
Diciamo che a marzo 2008 uscirà un ep nel quale saranno contenuti dei remix e 2 pezzi subito successivi alla realizzazione di Then. Stiamo cercando di muoverci in una direzione nuova, sicuramente non uno stravolgimento stilistico, ma un restyling delle palette di suoni e della struttura dei brani. È come se Then avesse presentato 2 elementi, uno eletronico e uno velatamente rock. Nelle armonie vorremmo estremizzare il tutto, rendendolo piu amalgamato. Per il resto stiamo affrontando un periodo non facile organizzativamente parlando, e comunque contiamo di presentare il nuovo album per ottobre 2008.
That's all.... grazie.
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26.10.2007