Monday 06 February 2012

LAMB live @ Jazz:Re:Found (Vercelli) 27/06/2009

Gli organizzatori del Jazz:Re:Found hanno sicuramente organizzato un buon festival, curato in tutti i dettagli e con una line-up ben scelta ed insolita per l’Italia. Gli ospiti di maggior importanza sono stati sicuramente i Lamb, duo di Manchester, accompagnati dal solito contrabbassista Jon Thorne, che proprio quando più nessuno sperava in un loro ritorno, passano a Vercelli per l’unica data italiana del loro tour pre estivo.
Dopo una lunga attesa, ben accompagnata da vari live, tra cui quello degli Flowriders e i dj set di Pandaj e Painè, arriva il momento atteso da tutti i presenti del festival: l’annuncio sul palco dei Lamb.
Dapprima entrano Jon Thorne e Andy Barrow che, con la sua solita energia, saluta il pubblico con un urlo, pubblico che prontamente risponde. Dopo qualche secondo entra lei: Louise Rhodes, in elegante abito lungo nero, come sempre a piedi nudi, si pone al centro del palco, davanti al microfono, e con sguardo sicuro resta in silenzio, come per lasciarsi ammirare. Partono le note di Darkness, Louise sempre in silenzio con sguardo fisso fino a quando intona le prime parole della canzone. Il pubblico resta qualche secondo incantato per poi esplodere in un caloroso urlo. Durante la canzone Andy, sempre col sorriso, ogni tanto urla per caricare il pubblico, Jon mostra tutto il suo piacere nel suonare il contrabbasso elettrico e Louise incanta il pubblico con la sua voce, la sua eleganza e il suo portamento. Senza pausa si passa a Little Things. Alla fine della canzone un grande applauso, lei ringrazia e racconta di aver suonato il giorno precedente a quello che può considerarsi il più grande festival europeo: il Glastonbury festival, davanti a moltissima gente, ed era strano ritrovarsi dopo ventiquattro ore a Vercelli, in un festival che per il numero di spettatori può considerarsi “intimo” rispetto al Glastonbury, ma comunque contenti di ritrovarsi in Italia, luogo a loro caro.
Il live prosegue con lei, sempre elegante in ogni suo movimento ed espressione, che si lascia ammirare dal pubblico che resta estasiato dalla sua bellezza, dal suo portamento, dalla sua voce, Andy che mentre manopola le macchine carica il pubblico che ben risponde, per poi ogni tanto muoversi sul palco per avvicinarsi al pubblico e suonare lo jambè e Jon che non nasconde il piacere di suonare.
Dodici canzoni prima della prima pausa, tra cui Gabriel che incanta il pubblico, Trans Fatty Acid che lo carica, Angelica, What Sound, Gorecki e altre ancora. Al ritorno sul palco Andy fa partire la strumentale di Lullaby, si avvicina al pubblico e, quando Louise intona le prime parole, tutti restano sbigottiti per qualche secondo, per poi esplodere in un boato. Andy invita con un gesto a fare silenzio, invito che subito è seguito. Nell’aria si respira magia, le note regalano forti emozioni a tutti e l’interpretazione di Louise, assieme alla sua voce, regala un’esibizione che vale tutto il concerto, ed una emozione che lascia il pubblico come sospeso nel vuoto. Al suo termine il pubblico resta ancora per qualche istante sospeso dall’esibizione, incantato, per poi esplodere in un lunghissimo applauso che sembra non terminare mai, come se volesse ricambiare per tal esibizione. Andy guarda sorridente Louise e lei, visivamente imbarazzata dal calore del pubblico e da quell’applauso interminabile, lo guarda e dall’espressione sembra dirgli: ”Non finiscono mai… ed ora che faccio?”, e lui che la applaude sorridente come per dirgli che è il giusto tributo per tal esibizione, fino a quando non sale sul palco Danis Longhi, direttore artistico del festival, che le dona un grande mazzo di fiori.
Si prosegue con Bonfire, una pausa e poi Cotton Wool. Alla fine il trio ringrazia calorosamente il pubblico, mostrando di esser contenti di aver partecipato a questo “intimo festival”, per poi sparire nel backstage.
Certamente un buon ritorno per i Lamb, che senza ombra di dubbio hanno realizzato un live che il pubblico scorderà difficilmente, e per questo si ringrazia vivamente gli organizzatori del Jazz:Re:Found per aver concesso questo piccolo sogno ai presenti del festival.

02.08.2009